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CULTO DEGLI ANGELI  

Santi Angeli Custodi
L'Angelo custode ha l'ufficio di illuminare, custodire, guidare, pregare per la persona a lui affidata.
L'Angelo la illumina con ispirazioni; disponendo la mente ad accogliere le verità della fede, penetrarle ed amarle, pensare e giudicare secondo esse.
Custodisce nei pericoli dell'anima e del corpo. Sono infiniti gli assalti del demonio da cui ci difende il nostro buon angelo; di continuo rinforza lo spirito a stare saldo contro i pericoli dell'ambiente e del senso.
Guida il giovane nella via della sua vocazione, sostiene nelle debolezze e rialza chi è caduto; cammina innanzi e segna la via del paradiso ad ogni anima.
Prega continuamente per la persona cui è destinato, per la sua famiglia, per la parrocchia. Prega durante la vita come al momento della morte (BM II,359). da: Un anno con don Alberione a cura di G.Mauro Ferrero ssp

Angel C.nel Sant.Regina Apostoli e Don Alberione

6. CULTO DEGLI ANGELI

Gli Angeli esistono, come risulta in molti passi della scrittura. Alcuni di essi hanno prevaricato e sono stati condannati all'inferno. La loro esistenza è sfata riaffermata nel «credo» di Paolo VI: «Noi crediamo in Dio creatore delle cose invisibili, quali sono i puri spiriti, chiamati altresì Angeli» (Noi crediamo, p. 6).
Angeli e demoni hanno lottato prima della creazione; e continuano una tremenda battaglia ancor oggi cercando di coinvolgere gli uomini nella loro sorte: gli uni per portarli a salvezza, gli altri alla dannazione. Gesù nel Vangelo ci conferma la verità - già affermata nel AT - degli Angeli custodi degli uomini: creature invisibili, che «vedono la faccia del Padre» (Mt 18,10) e sono posti accanto alla creatura visibile durante il suo cammino terreno.


San Paolo, più che degli Angeli, parla di intervento demoniaco nella sua vita apostolica: a volte Satana pone ostacoli al suo ministero (1 Ts 2,18); a volte lo tenta fortemente o lo molesta tanto da sembrare che lo schiaffeggi (1Cor 12,7).
Chi vuol collaborare all'instaurazione del Regno di Dio deve lottare non solo contro il mondo, ma soprattutto contro il potere del demonio (cf Ef 6,12), contro Satana stesso che per indurre gli uomini in errore si trasforma in angelo di luce (cf 2Cor 11,4).

Il culto degli Angeli si colloca nell'insegnamento scritturistico: la tradizione cristiana li considera sempre alleati necessari in una lotta che non ha soste contro Satana e i suoi alleati. Dio attraverso gli Angeli ci dona i benefici della sua presenza e gli aiuti necessari per vincere il male e raggiungere la santità.

Spunti per la riflessione

- La Scrittura è ricchissima di richiami alla presenza degli Angeli: ( cerca i versetti nella BIBBIA )
* visioni di Angeli: Gen 18,2; 28,12; 2Cor 18,18; Tb 12,22; Lc 1,11; 2,9.13; 24,4.23; At 10,3; 11,13; 27,23; molti passi dell'Apocatisse.
* Dio manda un angelo davanti al popolo: 2Sam 24.16s; 1Mac 7,41; 2Mac 3,26; 15,22; At 7,30.38; Gal 1,8; 3,19;
* Dio manda un angelo davanti all'uomo: Gen24,7; 32,25; Es23,20: 33,2: 1Re 13,18; Mc 16,5; Lc 1,19; 2,10; Gv 12,29; At 5,19; 8,26; 12,7s.;
* Angelo custode: Tb 5,22; 12,11-21; 2Mac 11,6-11; Sal 91,11; Dn 6,23; Mt 4,6 e par; Lc 4,10-11; At 12,15; Ap 21,12.


7. LA DEVOZIONE AGLI ANGELI  NELLA SPIRITUALITA’ PAOLINA

Il Fondatore ereditò dalla tradizione e dall'educazione ricevuta la devozione agli Angeli; ma - come si nota nella coroncina (Preg 133-135) - non volle che la si vivesse semplicemente come culto privato; ne sottolineò la prospettiva sociale ed ecclesiale.

1. Don Alberione afferma con forza l'immane lotta tra gli Angeli e i demoni, lotta che si manifesta piu acuta nel campo della comunicazione sociale, dato il grande influsso che esercita sull'umanità: «La lotta di un giorno in cielo continua ora sopra la terra...» (Preg 134). Per questo i compiti degli Angeli sono molteplici.
Così li descrive don Alberione in CISP 655:

a. allontanarci dai pericoli corporali, o facendoli prevedere o rimovendoli;
b. aiutarci nelle cose materiali, specialmente se ciò è utile per I'anima;
c. combattere il demonio, perché non tenti o si possa da noi vincere;
d. fare sentire le loro sante ispirazioni per esortarci al bene;
e. presentare a Dio le nostre preghiere accompagnate dalla loro intercessione,
f. procurarci occasioni di merito e assisterci in punto di morte.

2. Gli Angeli sono quindi i naturali protettori delle tecniche audio-visive. Li dobbiamo invocare perché proteggano «tecnici e propagandisti» e tutti coloro che usano «le tecniche audiovisive». Si chiedono, inoltre, agli Angeli vocazioni e cooperatori per questi apostolati; e infine perché i mezzi di comunicazione servano «ad alzare il livello della vita presente e a orientare l'umanità verso i beni eterni» (Preg 135; cf IM 3,24; «Communio et progressio», 6-8).

3. La prospettiva di questa presenza diventa cosmica: gli Angeli «benedicono e riparano» dinanzi alla Trinità tutti i nostri peccati e «dimenticanze» ; sono invitati a cantare l'inno che hanno iniziato sulla grotta di Betlemme: gloria a Dio e pace agli uomini, il duplice fine della

Famiglia Paolina. Si fanno suppliche per I'umanità intera, perché adori il vero Dio e il Figlio suo, Gesù Cristo, riconoscendo la Chiesa da lui fondata. Si invoca la protezione degli Angeli su tre categorie di persone: «governanti, lavoratori, sofferenti» (Preg 135).

4. Se riconosciamo le benefiche funzioni che I'Angelo esercita nei confronti dell'uomo, siamo tutti chiamati ad una risposta che il Fondatore riassume in una espressione di san Bernardo: «La parola Angelo quanta riverenza, divozione e fiducia deve ispirarti:
a. Riverenza, perche egli è purissimo, santo, sempre presente...
b. Fiducia giacché custodisce. E’presente, non solo con te, ma per te, per proteggerti, aiutarti... E fedele, è prudente, è potente...
c. Divozione, cioè amore, per la sua benevolenza. È amico, benefattore, fratello ed un giorno sarà coerede in Cielo» (CISP 656).

Spunti per la riflessione

- La lotta tra gli Angeli e i demoni non è parto della fantasia, ma è una realtà. Tutti, del resto, siamo coinvolti in questa lotta quotidiana contro il male. Cf Gen3,15; Sir 4,28; Dn 10,20; Rm 13,12; Gal 5,24; Ef 6,10-20.
- La presenza del demonio è manifestata in quella malattia dello spirito, che è I'egoismo. Combattere I'egoismo significa allearsi allo Spirito (Gal 5,l6ss) ma nello stesso tempo sperimentare la debolezza della nostra«carne». Cf Rm 7,14ss; 8,5-13; 13,14; Ef 2,3; Fil 3,3; 2Pt 2,10 - 1Gv 2,16.

da: CENTRO PROMOZIONE E FORMAZIONE - CATECHESI PAOLINA SSP