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perché Cristo sia vivo in noi

Beato Giacomo Alberione

UN ROSARIO”SPECIALE”
perché Cristo sia vivo in noi

Testi biblici tratti da:
Bibbia Emmaus. Nuovissima versione dai testi originali, Cinisello Balsamo 1998 Commento tratto dalle opere citate di don Giacomo Alberione
Preghiere conclusive di don Giacomo Alberione
La selezione dei testi e la stesura dei brevi spunti di meditazione al termine di ogni "mistero" sono a cura di don Giacomo Perego, ssp, che ha cercato di rispettare il "metodo" indicato da don Alberione.
Un sentito ringraziamento va a don Eliseo Sgarbossa, ssp, per i suggerimenti la revisione dei testi.
Abbreviazioni delle opere alberioniane citate:

 

AFSP -   Alle Figlie di San Paolo
APDDM - Alle Pie Discepole del Divin Maestro
AS - Alla  Sorgente
ASGBP -  Alle Suore di Gesù Buon Pastore
ASP - Alle Suore Pastorelle
LTG - Lettere a don Timoteo Giaccardo
MDM - Maria, discepola e maestra
RA - Regina Apostolorum
SP - San Paolo, bollettino interno
TP - Taccuino personale
UCBS - Unione Cooperatori Buona Stampa
UPS -  Ut perfectus sit homo Dei



Referenze iconografiche:

 

In copertina: II beato Giacomo Alberione; sullo sfondo: Maria, Regina degli Apostoli. Cinisello Balsamo, cappella della Società San Paolo.
Pag 6: Natività. Sandro Botticelli (1444-1510). Londra, National Gallery.
Pag 14: L'agonia al Getzemani. El Greco (1541-1614). Londra, National Galley.
Pag 24: Visita al sepolcro vuoto. Bartolomeo Schedoni (1570-1614). Parma. Galleria Nazionale.
Pag 34: La cena in Emmaus. Caravaggio (1573-1610). Londra, National Gallery.

© EDIZIONI SAN PAOLO s.r.l., 2003
Piazza Soncino, 5 - 20092 Cinisello Balsamo (Milano) www.edizionisanpaolo.it
Distribuzione: Diffusione San Paolo s.r.l. Corso Regina Margherita, 2 - 10153 Torino

Stampa: Ages Arti Grafiche, Torino - Printed in Italy


Vedi anche Lettera Apostolica - Rosarium Virginis Mariae - Vatican.va

Lunedì/Sabato - MISTERI DELLA GIOIA

Giovedì - MISTERI DELLA LUCE

Martedì/Venerdì - MISTERI DEL DOLORE

Merc /Domenica - MISTERI DELLA GLORIA


 

PRESENTAZIONE

«Una conformazione sempre più piena a Cristo, costituisce il vero programma della vita cristiana… il rosario ci aiuta a crescere in questa conformazione fino al traguardo del­a santità» (RVM, 26). Così si è espresso Giovanni Paolo 11 il 16 ottobre 2002, raccomandando con vigore la preghiera del rosario a tutti i fedeli.

Fin dai primi tempi delle sue fondazioni, don Giacomo AIberione (1884-1971) ha fatto di questo programma il cardine della formazione umana, spirituale e apostolica di tanti giovani, religiosi/e, sacerdoti, famiglie, laici, invitandoli a imitare l'apostolo Paolo nel suo amore a Cristo e nella sua passione per il Vangelo.
In occasione della sua beatificazione (27 aprile 2003), ci è parsa cosa buona condividere alcuni spunti significativi della predicazione di don Alberione che aiutano a interiorizzare, sotto lo sguardo di Maria, questo luminoso programma di vita. A chi vuole percorrere "la via della conformazione a Cristo", egli indica due sorgenti vitali: la Parola di Dio e l'Eucaristia, celebrata e silenziosamente adorata. E qui che lo Spirito plasma i cuori dei "nuovi apostoli", facendone luoghi in cui dimora un Cristo "vivo" e operante con grinta e creatività.
Ne è conferma la vita stessa del beato Alberione che, attingendo a queste due sorgenti, si è ritrovato fondatore di cinque congregazioni religiose (Società San Paolo, Figlie di San Paolo, Pie Discepole del Divin Maestro, Suore di Gesù Buon Pastore, Suore di Maria Regina degli Apostoli), quattro istituti secolari (Gesù Sacerdote, San Gabriele, Maria SS. Annunziata, Santa Famiglia), un'associazione di laici (Cooperatori Paolini) che insieme compongono la Fa­miglia Paolina. A ciò si aggiungono le molteplici iniziative per la diffusione del Vangelo. A tale "apostolato" don Gia­como Alberione non ha risparmiato né tempo né energie, valorizzando tutti i mezzi del vivace mondo della comunicazione sociale. Ma lasciamo a lui stesso la parola perché ci sia compagno nel percorrere quella che il Santo Padre ha definito "la via di assimilazione del mistero di Cristo": il rosario.

«Parecchi anni fa, tre Figlie di san Paolo erano partite dal Brasile per venire in Italia e, quando la nove giunse al largo, a un sessanta o settanta chilometri dalla spiaggia, prese fuoco e gli S.O.S. che hanno lanciato per la salvezza non hanno avuto subito efficacia. Non c'erano navi vicine e a un certo punto [le tre suore] han dovuto lanciarsi come gli altri sulle scialuppe nel mare... La più giovane ormai si era abbandonata in Dio credendo che stesse per affondare ma, mentre cercava di prendere la corona al collo, sentì una cosa: era la corda che veniva lanciata ai naufraghi perché, attaccati a quella corda, potessero risalire... nel frattempo arrivò la nave di salvataggio. Bisogna attaccarsi alla corona come a una fune che è tenuta in mano da Maria e allora. risalire su, verso il cielo!» (ASGBP 1957, 438).

«Il rosario è una breve teologia se lo si considera nel suo complesso, è un riassunto del catechismo... Si può chiamare anche la piccola teologia di Gesù e di Maria. In esso si intrecciano insieme le verità, la vita di Gesù, la vita di Maria» (APDDM 1961, 234).

«Il vostro rosario deve avere un carattere speciale. Nel rosario si mira a considerare una verità [Gesù è Verità per la mente], praticare una virtù [Gesù è Via per la volontà], chiedere una grazia [Gesù è Vita per il cuore]. Così in ogni mistero.I vostri siano rosari che portano l'intelligenza a conoscere, la volontà a praticare, il cuore ad amare e a unirsi a Dio!» (APDDM 1946-47, 357).



Natività. Sandro Botticelli
L'agonia al Getzemani. El Greco
(4 immagini presenti nel libretto originale)


Visita al sepolcro vuoto. Bartolomeo Schedoni
La cena in Emmaus. Caravaggio

LUNEDI'/SABATO

MISTERI DELLA GIOIA

 

 

"A Natale Gesù apre la scuola, riceve le iscrizioni. Voi siete tutte iscritte alla sua scuola? Gli avete detto: "Vengo a scuola anche io". La prima scuola di Gesù
è a Betlemme. la prima sua cattedra è la greppia. Vedete di meditare tutto l'anno il Vangelo...

Ma tutti gli anni alla stessa scuola? Si, tutti gli anni le stesse cose, ma insegnate in un crescendo continuo e completo, secondo il metodo ciclico,in modo che le verità di Gesù rimangano impresse nell'anima fedele che medita e se ne nutre, come faceva la Madonna che "da parte suo conservava tutte queste cose meditandole nel sua cuore" (Lc 2,19
(ASP III, 97).

I. L'ANNUNCIAZIONE

«Entrando da Maria, l'angelo Gabriele le disse:"Ti saluto, piena di grazia, il Signore è con te”.Per tali parole ella rimase turbata e si domandava che cosa significasse un tale saluto. Ma l'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco, tu concepirai e darai alla luce un figlio e lo chiamerai Gesù...” Allora Maria disse all'angelo: "Come avverrà questo, poiché io non conosco uomo?". L'angelo le rispose: "Lo Spirito Santo scenderà sopra di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra...". Disse allora Maria: "Eccomi, sono la serva del Signore; si faccia di me come hai detto tu". E l'angelo si allontanò da lei» (cfr. Lc 1,26-38).

«Se arriveremo a disporre il nostro cuore nella santa umiltà quale Maria mostrò per ricevere Gesù: "Ecco l'ancella del Signore'; allora avremo capito la lezione grandissima che il Signore ci dà all'entrare nel mondo, a mostrarsi a noi, e avremo trovato la via sicura della santificazione... Facciamoci piccoli. È di tali il regno dei cieli. Non di quelli che hanno statura piccola, ma di quelli che sono piccoli santamente. La santa piccolezza, si, quella è la prima lezione» (APDDM 1960, 290).

Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria

Altri spunti di meditazione
Verità - «Cristo Gesù spogliò se stesso...» (Fil 2,7)

Via - La docilità alla volontà di Dio
Vita - O Gesù umile, vivi in me!

 

II. VISITAZIONE

«In quei giorni Maria, messasi in viaggio, si recò in fretta verso la regione montagnosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Ed ecco che, appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le danzò nel grembo. Elisabetta fu ricolma di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: "Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno. Ma perché mi accade questo, che venga da me la madre del mio Signore? Ecco, infatti, che appena il suono del tuo saluto è giunto alle mie orecchie, il bambino ha danzato in seno per la gioia. E benedetta colei che ha creduto al compimento di ciò che le è stato detto dal Signore". E Maria disse: "L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore, perché ha considerato l'umiltà della sua serva"» (cfr. Lc 1,39-48).

 

«Durante i viaggi recito spesso il secondo mistero gaudioso. La SS. Vergine, appena concepito di Spirito Santo il Figlio di Dio, incarnatosi per morire per noi, lo portò alla casa di Zaccaria ed Elisabetta. Entrò là per recare la luce, la gioia, la grazia. S. Elisabetta fu ripiena di Spirito Santo, il Battista fu santificato, Zaccaria riacquistò la parola... La SS. Vergine ci ottengo la grazia di portare gioia, luce, grazia» (SP, giugno 1949).

 

Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria

Altri spunti di meditazione
Verità - «Chi ama è generato da Dio e conosce Dio» (I Gv 4,7)
Via - L'attenzione a
chi ci vive accanto
Vita - O carità di Cristo, vivi in me!

 

 

«Le opere durature e fruttuose sono quelle che meglio rispecchiano l'opero della Redenzione. Gesù anche in questo è via. Devono cominciare come il presepio: piccolissime, nascoste, trascurate, combattute, ma portare i germi della vita. Il presepio è: greppia, abitazione di animali, oggetto di disprezzo, poverissimo, ma vi era Gesù, Via e Grazia, Maria Regina dei Santi, san Giuseppe primo nella santità»

(LTG, 1 gennaio 1927).

 

Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria

Altri spunti di meditazione
Verità - «dl Verbo si fece carne e abitò in mezzo a noi» (Gv 1,14)
Via - L'attenzione ai poveri
Vita - O Gesù povero, vivi in me!

III. LA NASCITA DI GESU'

« In quei giorni uscì un editto di Cesare Augusto che ordinava il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirino era governatore della Siria. Tutti andavano a dare il loro nome, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe salì nella Giudea a Betlemme, perché egli era della casa e della famiglia di Davide, per dare il suo nome con Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano là, giunse per lei il tempo di partorire e diede alla luce il suo figlio primogenito. Lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché per loro non c'era posto nella casa» (cfr. Lc 2,1-7).

IV. LA PRESENTAZIONE

«Mentre i genitori portavano il bambino Ge­sù al tempio per fare a suo riguardo quanto ordinava la legge, Simeone lo prese tra le braccia e glorificò Dio, dicendo: "Ora, o Signore, lascia che il tuo servo se ne vada in pace secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza..." Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: "Egli è posto per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione, sicché una spada trapasserà la tua anima, affinché vengano svelati i pensieri di molti cuori"»
(cfr. Lc 2,21-38).

 

«Non solo Gesù ma anche la madre sarà trafitta dalla spada del dolore. In queste parole Maria intravide le sofferenze che l'attendevano. Era la madre del Redentore, doveva preparare l'Ostia per il sacrificio... I cuori di Gesù e di Maria sono sempre stati uniti. Quando Dio annunziò il Messia nel paradiso terrestre, unì la madre e il Figlio in una stessa missione. ll cuore di Mario e il cuore di Gesù ebbero gli stessi palpiti» (AFSP 1946-1949, 311-312).

 

Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria

Altri spunti di meditazione
Verità - «Gesù è scandalo e stoltezza» (1Cor 1,23)
Via - L'interiorizzazione della logica paradossale di Dio
Vita - 0 Signore, aiutami a vivere la tua logica!

 

«Uno spesso velo nasconde ai nostri occhi i diciotto anni che trascorsero sino a che Gesù iniziò la sua vita pubblica... In quegli anni, Maria crebbe spiritualmente... In sua madre Gesù trovò la prima e più dolce scolara. Se noi "tutto abbiamo ricevuto dalla sua pienezza" (Gv 1,16), se egli per noi "dice le parole di Dio" e se "dona lo Spirito Santo senza misura" (Gv 3,34), tanto più Maria che stava vicino alla sorgente e teneva nelle sue mani il vaso prezioso della sua anima» (MDM, 21-22).

 

Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria

Altri spunti di meditazione
Verità - «Gesù è autore e perfezionatore della fede» (Eb 12,2)
Via - La laboriosità paziente
Vita - 0 Gesù paziente, vivi in me!

 

V.IL RITROVAMENTO DI GESU'

«Quando Gesù ebbe dodici anni, i suoi salirono al tempio per la Pasqua. Trascorsi i giorni della festa, mentre essi se ne tornavano, il fanciullo rimase a Gerusalemme... Lo trovarono tre giorni dopo, nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, intento ad ascoltarli e a interrogarli... Nel vederlo, essi furono stupiti e sua madre gli disse: "Figlio, perché hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo!". Ma egli rispose loro: "Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?". Essi però non compresero... Gesù tornò con loro a Nazareth e stava loro sottomesso. Sua madre conservava tutte queste cose in cuor suo. E Gesù cresceva in età, sapienza e grazia, davanti a Dio e davanti agli uomini» (cfr. Lc 2,41-52).

 

 

 

 

MISTERI DELLA LUCE

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