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MARIA REGINA DEGLI APOSTOLI
Timoteo Giaccardo

 

 

MARIA REGINA DEGLI APOSTOLI
Autore M.Timoteo Giaccardo
Ed.Paoline

Introduzione di don Alberione.

Gloria Dio – Pax Hominibus!


Carissimo M.D.Timoteo,


Mi giungre grata oltre ogni dire la notizia che pel Maggio 1928, uscirà il libro  desideratissimo “Regina Apostolorum”. Esso è umile, ma affettuoso omaggio che tu, che la nostra Pia Società S.Paolo, presentate alla nostra Regina, Madre e Maestra.La dottrina, i pensieri, i sentimenti, gli ossequi che vi sono esposti non sono cose nuove per noi: li abbiamo insieme meditati, studiati, praticati. Ma il vederli oggi proposti in modo ordinato, fissati sopra pagine destinate anche ad altri è cosa utile, meritoria, certamente gradita a Maria. Il Cielo e la terra sono uniti insieme nel rendere omaggio e onore a questa cara Madre. Dio fu Colui che più l’onorò; Gesù Cristo la chiamò sua Madre, ma tra i più bei titoli che Le si dànno certo ha una ragione particolare quello di “Regina Apostolorum”. Infatti dopo gli omaggi di Figlio, presentati a Lei da Gesù, seguono subito in ordine di tempo e di dignità, quelli degli Apostoli. Anche mentre Gesù si trovava nella sua vita pubblica, ma più dopo l’Ascensione al Cielo tra Maria e gli Apostoli passarono relazioni particolari.
E’ ben ricordato nel libro che uscirà con quanta ragione Maria meriti e la Chiesa Le dia il titolo di Regina degli Apostoli. E certo Maria, data per Madre a tutti gli Apostoli, fu affidata da Gesù ad un Apostolo; Maria si trovò cogli Apostoli nel Cenacolo e con essi pregò e ottenne lo Spirito Santo; Maria fu la loro guida, consigliera, conforto nei primi, difficili momenti della Chiesa nascente. E non lo fu meno con tutti gli Apostoli d’ogni tempo, luogo e missione. La Regina degli Apostoli fu sempre ed è la Celeste Giardiniera che coltivò costantemente le tenere pianticelle destinate a svilupparsi nell’apostolato della parola e della stampa, delle missioni e della predicazione, della carità e dell’eroismo. Noi viviamo all’ombra di questa Madre: da Lei attendiamo che sia pura la nostra dottrina, santo il nostro cuore, ardente il nostro zelo. Siamo suoi e sono sue le care anime che ci sono affidate specialmente le chiamate a vita sacerdotale, a vita religiosa. Da Lei noi tutto attendiamo, per la nostra vita intima, spirituale, per il nostro apostolato, per l’ora della nostra morte. E questi pensieri che tu hai scritti e che credo graditi, anzi suggeriti dalla nostra Madre siano di santo invito, di dolce incitamento ai Lettori perché siano tutti discepoli, siano figli, siano sudditi devotissimi alla Grande Regina. Ecco l’augurio, la benedione, la preghiera del


tuo aff.mo  M.Alberione


Alba, 19 Marzo 1928.