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La Madonna del Sudore accolta in Cattedrale

350 ANNI FA,
alla fine di maggio del 1659, veniva ultimata la costruzione della Cappella della Madonna del Sudore i cui lavori erano stati avviati nel 1630 per sciogliere un voto fatto dai ravennati in occasione della peste del 1629. Il morbo, che è lo stesso descritto dal Manzoni nei Promessi Sposi, si era esteso in tutta Italia, ma aveva miracolosamente risparmiato Ravenna e per questo motivo i ravennati attribuirono il miracolo alla intercessione della Madonna del Sudore. L’immagine di questa Madonna si trovava anticamente dentro a una nicchia in una via imprecisata della città, davanti a una taverna; secondo una leggenda, un soldato, uscito dal locale dopo aver perso tutti i suoi denari ai dadi, sfregiò la sacra immagine con un coltello.

E l’immagine sanguinò. Secondo altri sudò sangue anche durante il sacco di Ravenna del 1512. Pietro Sulfrini, nel suo opuscolo dedicato alla Madonna del Sudore, afferma che don Matteo Tosetti, canonico cantore della chiesa metropolitana, aveva fatto erigere a sue spese una cappella alla Madonna del Sudore presso la porta maggiore della Basilica Ursiana, dove prima era l’altare dedicato ai Santi Pietro e Paolo e nel 1659 avvenne la solenne traslazione dell’immagine all’interno della cattedrale, dove era stata realizzata una cappella per accoglierla.

L’ALTARE
della cappella, sul quale è un gruppo in marmo disegnato da Pietro Bracci (lo scultore della statua di Clemente XII che fino al 1867 era fra le due colonne della piazza), è di Domenico Barbiani mentre gli affreschi sulla cupola sono di Gian Battista Barbiani. Le immagini dei quattro evangelisti sono di Andrea Barbiani e di Antonio Martinetti, lo stuccatore svizzero ricordato da Olindo Guerrini nei Sonetti romagnoli (Ui è sté di pitur e di scultur: Rafael, Martinetti e Luca Longhi…).

ALL’INTERNO
di questa cappella si trovano due grandi urne e quella di destra dal 1658 conteneva le spoglie di Bonifazio Fieschi, arcivescovo di Ravenna dal 1274 al 1294. Bonifazio stesso aveva fatto trasportare in Duomo l’urna dove fu sepolto presso il campanile accanto a un altare dedicato a Santa Maria Maddalena da lui stesso fatto erigere. L’urna, in marmo greco, proveniva dalla basilica di San Lorenzo in Cesarea e successivamente fu traslata nella Cappella della Madonna del Sudore per accogliere le spoglie del ravennate San Barbaziano, prete e confessore. Bonifazio Fieschi è ricordato da Dante nel XXIV del Purgatorio, il canto dei golosi, con il verso ‘Bonifazio, che pasturò col rocco molte genti’.

 

PER la traslazione dell’immagine, avvenuta il 25 maggio del 1659, il duomo era tutto addobbato e moltissimi ravennati vi accorsero per confessarsi e comunicarsi. In quell’occasione anche l’arcivescovo Luca Torregiani si mise in confessionale e assolveva i fedeli col tocco del bastone come costumavano i penitenzieri. Molti poeti dedicarono alla Madonna versi, raccolti nel volume ‘Sudori poetici’.

Ci fu una solenne processione e nella piazza fu allestito un tempietto di legno, opera dell’agostiniano Cesare Pronti, dal quale l’arcivescovo benediva la folla. Anche per il secondo centenario della traslazione (1859) ci furono grandi manifestazioni. Il Pubblico consiglio stanziò per le celebrazioni mille scudi mentre 12 dame e 12 cavalieri raccolsero fra la gente più di due mila scudi, a dimostrazione che il culto verso questa immagine era molto sentito dai ravennati.

 

Franco Gàbici

Madonna del sudore a Ravenna



PREGHIERA

Dal tuo trono di gloria o Regina, o Madre
o dolcissima Madonna del Sudore
piega i tuoi occhi misericordiosi verso di noi,
ottieni il perdono, la giustizia del figlio tuo
si volga in grazia per tutti noi.
La nostra fiducia in te corrobori la nostra speranza,
rinsaldi i buoni propositi di vita cristiana.
O Maria, ti chiediamo la chiarezza della dottrina,
la modestia del corpo,la santità della vita.
O Madre, ascolta la nostra preghiera,
consola gli afflitti e i sofferenti,
sostieni i primi passi della fede dei piccoli,
rafforza la vita di fede dei giovani,
fortifica gli adulti nel cammino della loro vocazione,
veglia sulla nostra Diocesi,
intercedi per noi presso il Signore.
ottieni le grazie di cui abbiamo bisogno.

Amen