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Conversazione di Giuseppe Maria Pelizza sdb

“ Tu, piena di grazia “
ll titolo evangelico (cf Lc 1,28) rivelativo per Maria, ma anche per noi.

Al momento dell'Amunciazione, l'Angelo, inaspettato, fa a Maria una rivelazione. Le dice qualcosa sulla sua identità: “Rallegrati, piena di grazia” (Lc 1,28). Questa rivelazione dell'essere di Maria è causata dal fatto che nel contempo una rivelazione di chi è Dio verso Maria. Su di lei esercita una signoria che pervade le radici del suo essere femminile. Dopo un invito a entrare nella gioia, I'Angelo si rivolge alla Vergine coi titolo di “piena di grazia” Il titolo dato a Maria descrive il cambiamento già operato in lei dalla grazia di Dio. Secondo I'interpretazione tradizionale, piena di grazia descive la santità di Maria realizzata in lei dalla grazia, in preparazione all'incarnazione. Per questa grazia che abita in lei, Maria è invitata a rallegrarsi. La sua gioia nasce così dalla contemplazione delle opere compiute da Dio in lei. La gioia non è qualcosa che deve cercare, ma che subisce. Maria si trova nella gioia. Non I'ha costruita, ottenuta per mezzo di particolari esercizi di virtù. Maria è immersa nella gioia della inabitazione di Dio in lei. Per rivelazione, sappiarno che questo non riguarda solo lei, ma anche noi. Così questo momento e rivelativo per Maria, ma anche per noi. Il percorso della nostra santità non nasce da un nostro sforzo, ma dalla presenza in noi di Dio che a noi si offre e che noi siamo invitati ad accogliere. Questa accoglienza è la nostra gioia. Maria è invitata ad accogliere il Dio che abita in lei. Il suo si è la fede. Fede diventa così un atto di accoglienza. L'abbraccio di una presenza. Maria è il prototipo dela fede sia sotto l'aspetto dell'agire di Dio che per quello dell'agire dell'uomo: per grazia le viene pienamente rivelato cio che lei è e ciò che Dio compie in lei; nella sua totale libertà aderisce alla presenza inabitante di Dio e per questo la sua esistenza ora immersa nell'esultanza del sapersi infinitamente amata. Ciò che segue è un'ulteriore proposta di Dio che si aggiunge alla precedente. Maria manifesta il suo stupore consapevole:"Come avverrà questo?" (Lc 1,34), il che ci dice quanto lei fosse cosciente non solo della straordinarietà dell'offerta di Dio, ma che questa si fondasse sulla sbalorditiva e inaudita presenza della grazia nel suo stesso essere. Se è unica la seconda, è comune la prima per chi crede, perchè chi crede ha la vita eterna.

Di fronte a questa stupefacente rivelazione, la Vergine risponde in modo stringato, sobrio, misurato. Non eccede in manifestazioni esagitate, si mantiene discreta, perché la fede contenuta, interiore, riflessiva: “Ecco la serva del Signore”(Lc 1,38). Non dice di più: adora in silenzio. Non cerca di penetrare al di là di quanto piace a Dio rivelare; accetta l'ombra della sua verità e vi si inabissa. Il Signore rivela fino a un certo punto, oltre il quale domanda di credere, sia per farci toccare con mano la nostra finitudine, sia per introdurci a comprendere che I'essenza della persona a cui la relazione di fede introduce, rimane impenetrabile, nella nostra condizione storica. Anche noi come Maria dobbiamo credere in silenzio, con una adorazione che è umiltà, servizio, annientamento amoroso nei confronti di Dio. Dando il suo consenso, Maria abbandona a Dio tutto il suo essere con gli orizzonti luminosi del suo spirito. Tutto consegna a Dio, ne sia lui il padrone, ne faccia ciò che vuole. Così il suo atto di fede diventa la sostanza della sua esistenza. Dice il Conciiio: “Consacrò totalmente se stessa quale ancella del Signore alla persona e all'opera del Figlio suo”(LG 56). L'adesione della Vergine fu così piena che il Verbo è diventato carne in lei e in lei ha trovato non solo la verginità della carne, ma soprattutto la verginità dello spirito che è la fede.

Maria ha creduto alla sua maternità verginale e questo è un atto di fede senza pari; ma ha anche creduto a un mistero che le veniva rivelato per la prima volta: la Trinità. Nessuno aveva lasciato intravedere tale mistero inaccessibile e ora si presenta con immediatezza a Maria, la cui educazione non poteva in nessun modo comprendere questo dato. Il mistero della Trinità entra nella vita della Madonna in modo immediato e, potremmo dire, violento. Per prima, lei si rende conto che questo mistero si partecipa agli uomini come mistero di incarnazione. Per dire che chi accoglie la presenza di Dio. incarna nella fede anche lui, il Verbo, e, incarnandolo nella propria esistenza, viene da lui trasformato e divinizzato.

da: Madre di Dio

 

 


El Greco , Annunciazione (sec.XVI).museo T.B.Madrid