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ANGELO POESIA  

 

Padre celeste, ringrazio la tua infinita bontà
per avermi affidato, fin dal momento
in cui l'anima mia è uscita dalle tue mani creatrici,
ad un angelo affinché mi illumini, custodisca,
regga e governi. E ringrazio anche te,
mio angelo custode, che mi accompagni
ogni giorno nel viaggio di ritorno al Padre celeste.
Le tue sante ispirazioni, la continua difesa
dai pericoli spirituali e corporali,
le tue potenti preghiere presso il
Signore sono per me un grande
conforto e sicura speranza.

Beato Alberione

Emily Dickinson

Io so bene che dentro la mia stanza
c'è un amico invisibile,
non si rivela con qualche movimento
né parla per darmi una conferma.

Non c'è bisogno che io gli trovi posto:
è una cortesia più conveniente
l'ospitale intuizione
della sua compagnia.

La sola libertà che si concede
è di essere presente.
Né io né lui violiamo con un suono
l'integrità di questa muta intesa.

Non non potrei mai stancarmi di lui:
sarebbe come se un atomo ad un tratto
si annoiasse di stare sempre insieme
agli innumerevoli elementi dello spazio.

Ignoro se visti anche altri,
se rimanga con loro oppure no.
Ma il mio istinto lo sa riconoscere:
il suo nome è Immortalità.



Il suo volto era un letto di chiome,
Come fiori in un prato
La sua mano era più bianca dell'olio
che bruciando alimenta le luci sacre.
La sua lingua era più tenera
dell'armonia che oscilla nelle foglie
chi l'ascolta può rimanere incredulo,
ma chi ne fa esperienza crede.

 

Al mio angelo custode

Glorioso custode della mia anima,
Tu che splendi nel cielo più bello
come una dolce e pura fiamma
vicino al trono dell'Eterno,
Tu discendi per me sulla terra
e illuminandomi con il tuo splendore
bell'angelo, diventi per me un fratello!...

Conoscendo la mia grande debolezza
Tu mi prendi per mano;
e ti osservo con tenerezza
mentre levi la pietra dal mio cammino;
sempre la tua voce mi invita
a guardare solo i cieli;
più mi vedi piccola e umile
più divieni radioso:

Oh Tu! Tu che attraversi lo spazio
più veloce dei lampi
Ti supplico, vola al posto mio
da coloro che mi sono cari.
Con la tua ala asciuga le lecrime
canta l'immensa bontà di Dio
canta che soffrire è gioia
e pian piano, mormora il mio nome... .

Petit journal de soeur Faustine, Elena Kowalska.

... Non dar retta ai tuoi occhi, e non credere a quello che vedi.
Gli occhi vedono solo ciò che è limitato.
Guarda col tuo intelletto, e scopri quello
che conosci già, allora imparerai come si vola (...)
Si rese conto d’un tratto che il suo amico
non era più divino di quanto lui
stesso non fosse. Senza limiti.

("Il gabbiano Jonathan Livingstone", R. Bach)


Dice il Signore all'Angelo:
"Corri da quel bambino
e restagli vicino.
Non lo lasciar giammai".
"Signor, cosa gli dico
se mi chiede chi sono?"
Digli: "Io sono un dono
di Dio. Sono l'amico".
"E se piange che faccio?"
"Fa' come il pastorello.
Quel bambino è un agnello,
e tu lo prendi in braccio".
"E se gioca?" "Tu giochi.
I bambini innocenti
van felici di pochi
sassolini lucenti".
"Se ha sonno che ho da fare?
Sono così maldestro".
"Mettilo in un canestro
e lo fai dondolare".
L'Angelo via volò.
Ed era già lontano
nel ciel, che si voltò
per chieder più piano:
"E se ammala? Se muore?"
"Riportalo al Signore!"


Renzo Pezzani

Quaggiù viviamo in compagnia degli angeli

San Tommaso d’Aquino


Amico fedele
che tieni silente
la mia vita tra le dita
prendimi per mano
nel viaggio che mi porta.

Tu che ti celi
dietro la mia immagine
e asciugando le mie lacrime
mi sfiori il viso

raccogli i palpiti
del mio triste cuore
abbracciami di luce
scaccia il dolore.

Tu che respiri d'eterno
e vegli sulle assenze
Dammi la forza
Nel battito che ascolta.

Custode dei miei pensieri
Inondami di te
Colma d'amore e gioia
L'anima mia.

Franciscofp

Emily Dickinson

Non posso essere sola,
mi viene a visitare
una schiera di ospiti,
non sono registrati,
non usano la chiave,
non han né vesti, né nomi,
né climi, né almanacchi,
ma dimore comuni,
proprio come gli gnomi,
messaggeri interiori
ne annunciano l'arrivo,
invece la partenza
non è annunciata, infatti
non sono mai partiti.

Chi non trova il paradiso quaggiù
non lo troverà neanche in cielo .
Gli angeli stanno nella casa
accanto alla nostra
ovunque noi siamo .

Canto 94

Angeli vedi nella prima luce
tra la rugiada curvarsi,
Cogliere e volar via con un sorriso:
crescon per loro i fiori?

Angeli vedi quando il sole infuria
tra le sabbie roventi,
cogliere e volar via con un sospiro:
ed i fiori avvizziti con sé portano.

L'anima dovrebbe sempre star socchiusa
perché ove il cielo chieda
non sia obbligato ad aspettare
o temendo di disturbarla

se ne vada, prima che lei faccia scorrere
il chiavistello nella porta
per scoprire che il cortese ospite,
il suo visitatore, non c'è più.

Emily Dickinson

Avvertire la presenza di un Angelo e'
come sentire il vento tutto intorno a te.
Non riesci effettivamente a vedere il vento,
ma lo senti, e sai che e' li.
Un’anima non è mai senza la scorta
degli angeli, questi spiriti illuminati
sanno benissimo che l’anima nostra ha
più valore che non tutto il mondo.

(Bernardo di Chiaravalle)

Ognuno è solo con la sua vita,
come sarà con la sua morte.
Ma l’angelo dolce schiude le porte
D’un tocco delle tenere dita,
tacito entra nella prigione
dove, l’anima, sola, siede
fiso guarda e sorride lieve.
Beata è l’anima, col suo amore.

(Diego Valeri)

Sono io, io c’ero sempre, non ti ho mai lasciata,
il tuo angelo custode.
Credi davvero che tu eri senza di me fino ad ora?
C’era una continuità tra noi, tu mi toccavi.

("La scarpina di raso", P. Claudel)

Esseri celesti, messaggeri di luce,
ma anche il vicino di casa o un passante sconosciuto:
gli Angeli appaiono sotto molte forme.
Siate pronti a riceverli,
poiche' vengono per noi dal Paradiso.

Un Angelo puo' illuminare il pensiero
e la mente dell' uomo rafforzando
il potere della visione e mettendo
alla sua portata un po' della verita'
che l'Angelo stesso contempla.

Esseri spendenti, abbaglianti
e luminosi Angeli gloriosi,
scintillanti come il sole Spiriti potenti,
che discendono dal cielo
Presenze repentine, visibili e invisibili.

Solo gli angeli
conoscono la vera arte
della consolazione, che
dallo scoramento innalza
l’animo alla gioia.

Qualche volta gli Angeli custodi
della vita volano cosi in alto
da essere fuori vista;
ma sempre guardano giu', verso di noi.

Se preghi sinceramente
sentirai dentro di te una grande certezza,
e gli Angeli ti saranno compagni.

Non c'è mai stato un momento
più propizio di quello attuale
per presentare gli angeli al mondo,
alla nostra mente;
al nostro cuore.
E' finito il tempo della miseria,
dell'infelicità, dell'egoismo.

M.L.Allevi

L'ANGELO CUSTODE

L'omo cià sempre un Angelo Custode
che l'accompagna come un cagnolino:
e 'st'angeletto che je sta vicino
l'assiste quanno soffre e quanno gode,
je custodisce l'anima e nun bada
che a incamminallo su la bona strada.

Io, quello mio, me lo figuro spesso,
anzi me pare quasi de vedello:
dev'esse un angeletto attempatello
così scocciato de venimme appresso
che ogni vorta che faccio una pazzia
invece d'ajutamme scappa via.

Defatti dove stava quela sera
ch'agnedi da Giggetta e la cosai?
Doveva dimme: — Abbada a quer che fai!... —
Ma certamente l'Angelo nun c'era,
o, forse, avrà pensato, ner vedella:
— Pur io farei lo stesso: è troppo bella! —

Nun me doveva di' ch'ero uno scemo
quanno, p'er gusto de sposà la fija,
me misi a casa tutta la famija?...
(Se ce ripenso adesso ancora tremo!
Sette persone, un cane e una gallina
che m'impiastrava tutta la cucina!)

Nun me doveva da' de l'imbecille
quer giorno che firmai le cambialette
a Isacco lo strozzino che me dette
seicento lire e ne rivolle mille?
Quante ce n'ho sofferte! E chi sa quante
n'avrà passate er povero avallante!

Ecco perché ce vado pe' le piste,
ecco perché me sbajo in bona fede:
la corpa è tutta sua, ché nun me vede:
la corpa è tutta sua, ché nun m'assiste:
la corpa è sua, ché nun me fa er controllo
quanno s'accorge che me rompo er collo.

A cose fatte, poi, me torna accanto,
me chiama, me mortifica, me strilla...
— Tu — dice — nun ciai l'anima tranquilla...
— Purtroppo! — dico — e me dispiace tanto!
Ma nun ce casco più, te l'assicuro...
— Davero? Me lo giuri? — Te lo giuro... —

E ognuno dice le raggione sue
quasi pe' libberasse dar rimorso:
ma però se capisce dar discorso
che se pijamo in giro tutt'e due:
ché appena me ricapita una quaja
io ce ricasco e l'Angelo se squaja.

Trilussa