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ANGELO CUSTODE

In questa meditazione, presa dal testo Alle Figlie di San Paolo 1929-33, pp. 245-249, il Fondatore parla degli Angeli custodi. Ognuno di noi, dalla sua nascita, ha il suo angelo che lo accompagna. è l’amico più fedele, che sempre veglia su di noi, dalla culla all’ingresso in paradiso e più di noi stessi ha premura per la nostra salvezza eterna. Non solo, il Primo Maestro ci ricorda che siamo chiamati ad assomigliare agli angeli, dobbiamo tendere ad innalzarci e a realizzare in noi quello che Gesù Cristo ha detto: “Saranno come gli angeli di Dio in cielo”.


Il nostro divin Maestro nel santo Vangelo raccomanda di aver rispetto dei fanciulli innocenti, perché essi sono continuamente assistiti dai loro angeli: “Angeli enim eorum semper [vident] faciem Patris mei, qui in caelis est” [Infatti i loro angeli nei cieli vedono sempre il volto del Padre mio che è nei cieli, cfr. Mt 18,10]. S. Paolo avverte le donne di rimanere in chiesa velate, specialmente perché in chiesa vi sono gli angeli: “propter angelos” [a causa degli angeli, cfr. 1Cor 11,10]. E noi sappiamo dalla sacra Scrittura che S. Pietro fu liberato dal carcere per mezzo del suo angelo. In questi tre passi della sacra Scrittura è adombrato ciò che nella dogmatica, nella morale e nella liturgia o culto si può dire degli angeli.

Questa sera ricordiamo [queste verità] per sommi capi perché siamo nel corso della novena degli angeli. Se questa novena è ben celebrata, con devozione nel nostro cuore, oh, quanti benefici ci vengono dagli angeli che il Signore ci ha dato come ministri della sua misericordia! Il nostro angelo custode noi lo chiamiamo in ogni momento della nostra vita e specialmente lo chiameremo nel momento del transito all’eternità.
Che cosa ci dice la dogmatica circa gli angeli? Ci dice che il Signore ha creato questi puri spiriti: esseri celesti, superiori all’uomo, dotati di intelligenza e volontà. Sono divisi in nove cori: l’ordine inferiore viene chiamato comunemente degli Angeli, [vengono] poi gli Arcangeli, i Principati, le Potestà, le Virtù, le Dominazioni, i Troni, i Cherubini e i Serafini. Queste creature furono in grande parte fedeli a Dio, guidate da S. Michele Arcangelo, parte [invece], guidati da Lucifero, furono infedeli nella prova, si ribellarono a Dio e precipitarono nell’inferno. [Nel Vangelo è detto] che nostro Signore nella sua misericordia ha destinato tanti angeli a nostra custodia: sono gli angeli celebrati il 2 ottobre e si chiamano comunemente gli angeli custodi.
Ognuno di noi, dalla sua nascita, ha il suo angelo che lo accompagna. [Quale] grande dignità per l’uomo, che una creatura così bella com’è l’angelo si degni di farsi suo compagno attraverso i giorni di questa vita!
Che cosa ci dice la teologia morale riguardo agli angeli? Ci dice che gli angeli buoni ci fanno del bene, che gli angeli cattivi tentano l’uomo. Gli angeli cattivi tentano l’uomo, invidiosi che gli uomini siano stati destinati ad occupare i posti da essi abbandonati nel cielo, [perciò] vorrebbero trascinarli con loro nell’inferno. Il demonio fu omicida fin da principio tentando Adamo ed Eva, continuò la sua nequizia nei tempi e nei secoli che precedettero la venuta di Gesù Cristo, e riuscì anche a farsi adorare dagli uomini. E purtroppo domina ancora tante contrade da dove il Vangelo non lo ha ancora cacciato. Tentò nostro Signore Gesù Cristo stesso con tre tentazioni che adombravano le tentazioni di superbia, di avarizia e di carnalità. E continua purtroppo a tentare ogni uomo e a ciascuno proporziona la tentazione: i piccoli li tenta da piccoli, i giovani da giovani, gli uomini fatti da uomini fatti, il vecchio da vecchio. Astuto, invidioso, dotato di qualità più alte di quelle che abbiamo noi, oh, quante rovine semina fra gli uomini! Non c’è che la grazia che è più potente del demonio, perché il demonio è come un cane, dice S. Agostino, legato con catene: tenta, abbaia, ma è legato dalla catena onnipotente di Dio e chi invoca Dio e cerca di starne lontano, non sarà da esso morsicato. Ma siamo ben persuasi che il demonio continua a tentare e a tentare tutti.
Quante cose noi chiamiamo ispirazione e invece vengono dallo spirito cattivo! Leggendo gli Esercizi di S. Ignazio, egli ci insegna mirabilmente a distinguere i movimenti interni quando sono dallo spirito buono e quando sono dallo spirito cattivo.
Nel Vangelo di S. Marco, ci sembra quasi che Gesù Cristo sia intento ogni giorno a liberare ossessi e a cacciare demoni. Quanto può il demonio! D’altra parte la teologia morale ci dice che gli angeli custodi e gli angeli in generale sono per aiutare l’uomo e accompagnarlo sulla via del cielo: “Ecco, che io mando il mio Angelo davanti a te, che ti preceda nel cammino, ti difenda e ti conduca nel luogo che ti ho preparato”, [Cfr. Es 23,20] cioè in paradiso.
Ebbene, gli angeli custodi e gli angeli in generale hanno l’ufficio anzitutto di pregare per noi. Beato chi si unisce, chi si raccomanda spesso agli angeli! Gli angeli hanno l’ufficio di difenderci dal demonio e quanto è bello recitare spesso l’Angelo di Dio, perché l’angelo intervenga e cacci il demonio. Gli angeli hanno l’ufficio di custodire la Chiesa; il Papa Leone XIII compose l’ultimo oremus che diciamo nella Messa: Sancte Michael Archangele, defende nos in proelio: difendici contro la nequizia degli angeli cattivi affinché vengano di nuovo ricacciati nell’inferno: in infernum detrude, siano relegati in quella prigione che forma l’inferno da essi meritato: paratum diabolo et angelis eius.
Inoltre noi abbiamo gli angeli custodi accanto a noi. Hanno l’angelo custode gli uomini e, aggiungono i teologi, anche le città, i regni, gli eserciti, le comunità, le parrocchie, come lo ha la Chiesa in generale. Noi, uomini composti di anima e di corpo, dobbiamo assomigliare agli angeli, dobbiamo tendere ad innalzarci e a realizzare in noi quello che Gesù Cristo ha detto: “Erunt sicut Angeli Dei in caelo” [Saranno come gli angeli di Dio in cielo. Cfr. Mt 22,30 (Volgata)]. Che diventiamo come angeli nel pensiero, che diventiamo come angeli nei sentimenti, che diventiamo come angeli nei costumi! Ricordiamo [ad esempio]: “Angelicus iuvenis, Aloysius; [L’angelico giovane, Luigi] angelicus Doctor: l’angelico dottore S. Tommaso”. E avere riverenza all’angelo custode perché è sempre presente, avere fiducia perché ci custodisce, avere divozione per la sua benevolenza. In ogni luogo, anche più remoto, anche più nascosto, anche nell’oscurità, ricordati che l’angelo ti assiste, e non commettere peccato in sua presenza.
Dice S. Bernardo: Non fare alla presenza dell’angelo quello che non faresti alla presenza di un tuo superiore. E davvero l’angelo è superiore.
Che cosa ci dice la liturgia, e che cosa ci insegna il culto verso gli angeli custodi? Abbiamo la festa di S. Raffaele il 24 ottobre: Sanctus Raphael Archangelus. Abbiamo la festa di S. Gabriele Arcangelo il 24 di marzo; abbiamo due feste di S. Michele: una l’8 maggio e l’altra il 29 settembre; poi la festa degli angeli custodi, ed una Messa e ufficiatura votiva degli angeli in generale. Ecco, come è ricca la liturgia riguardo agli angeli! Abbiamo dunque di essi cinque feste, segno che la Chiesa vuole, ci invita ed insiste che ricordiamo, veneriamo, preghiamo gli angeli in modo solenne [in queste feste] oltre tutte le altre volte, in modo meno solenne. Perciò leggere bene l’ufficiatura degli angeli, recitare bene l’Angelo di Dio che diciamo spesso nel giorno, avere del nostro angelo una grande riverenza, salutare gli angeli delle parrocchie, dei paesi dove si arriva, riverire il nostro angelo custode che alla sera stende le sue ali sopra di noi perché riposiamo in pace. Perciò con le anime pie consacrargli nel mese un giorno ed un giorno nella settimana.
E ancora: raccomandarci agli angeli custodi dei confessori, dei predicatori, dei maestri, degli assistenti, dei genitori perché ispirino loro le parole che hanno da dirci a nostra santificazione, i mezzi che hanno da suggerirci, l’assistenza con cui devono accompagnarci. Quando si scrive ad un benefattore, affidare la lettera al suo angelo custode. Quando incominciamo il rosario, nel primo mistero gaudioso raccomandarci all’angelo S. Gabriele che ci assista nella recita; nel primo mistero doloroso, raccomandare questa seconda parte all’angelo che venne a consolare Gesù nell’orto del Getsemani; nel primo mistero glorioso raccomandare la terza parte del rosario agli angeli che, seduti sul sepolcro, annunziarono alle pie donne la risurrezione di Gesù Cristo. Così, fare la preparazione ed il ringraziamento della Comunione con gli angeli custodi; unirci agli angeli quando si canta il Vespro, quando si canta Messa; unirci agli angeli quando si assiste ogni mattina alla santa Messa perché l’altare è circondato da angeli.
Entrate in classe, venite in chiesa, vi raccogliete in apostolato: ebbene, si può fare approssimativamente un calcolo delle persone che vi sono e [pensare che] vi sono altrettanti angeli che le assistono. Preghiamo con la Chiesa per la casa: Angeli tui sancti habitent in ea; custodiant, protegant, visitent, atque defendant, omnes habitantes in hoc habitaculo. [I tuoi angeli santi abitino in essa; custodiscano, proteggano, visitino e difendano tutti coloro che abitano in questa dimora]. Se avete fatto attenzione alla benedizione di una casa, la Chiesa insiste tanto a chiamare gli angeli che vengano ad occuparla, ad abitarla e difenderla e difendere tutti gli abitanti, perché il demonio non vi entri, stia lontano, regni la pace e si cantino le lodi di Dio e si serva [là dentro] Dio, come si serve in cielo: Fiat voluntas tua sicut in caelo et in terra.
Prepariamoci alla festa degli angeli vestendoci di bianco, di candore di anima, ravviviamo il fervore, il fervore degli angeli, richiamando alla mente le verità che la Chiesa ci insegna a loro riguardo.
Se leggete la Scrittura del Nuovo e del Vecchio Testamento, essa ci parla così degli angeli e delle loro opere e delle loro premure per gli uomini. Essi hanno tanta parte in mezzo a noi, tanta parte perché gli uomini vanno soggetti, si può dire, alla sorte degli angeli. Questi furono messi alla prova e gran parte è andata in cielo e una parte è andata nell’inferno: gli uomini sono messi alla prova e alla fine verranno gli angeli a separare i buoni dai cattivi; noi ora siamo nella prova mentre gli angeli buoni sono già usciti vittoriosi dalla prova e ci assistono. Ricordiamoci e raccomandiamoci spesso a loro affinché la nostra vittoria sia come quella che essi hanno riportata.

Beato Alberione

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